
Ero molto legato ad una anziana e gentile signora di Campestrin alla quale spesso andavo a far visita.
Partendo da Nova Levante occorre procedere per la Val d'Ega in direzione del Lago di Carezza e, superato il passo di Costalunga, si discende rapidamente verso la val di Fassa incontrando in successione le località di Pera (di cui ci ha parlato Flor3 nel post precedente) e Pozza.
Si segua quindi la strada in direzione Canazei scorrendo poscia l'ampia valle compresa tra la Marmolada ed il Catinaccio, di cui già v'ho parlato.
Campestrin è una piccola località a mezza valle.
La signora Engadira era da sempre molto gentile con me, dedicava molta attenzione a tutti i bimbi della zona così come sono solite fare le signore d'una certa età prive di nipotini da accudire.
Lo sguardo e i modi dipingevano in realtà una persona serena ma triste.
Ricordo che una volta rovistai in un cassetto della sua cucina e vi trovai una lettera da lei scritta e probabilmente mai inviata che custodisco ancora con cura.
Riportava così:
lettera di Engadira all'amico Zadia
"Caro Zadia,
ti ricordi di me? Sì? No?
Sono Engadira, la tua vecchia vicina di casa.
Ma sì, Engadira, la ragazza che abitava nel fienile e faceva jumping col filo interdentale, quella che si depilava con un castoro con l'otite senza mai prenderlo per le orecchie. Ti ricordi?
Quante sere passate a correre spensierati nei cortili, a guardare la luna nel pozzo, a incendiare le staccionate degli Amos, a bere alla fonte della vita, mangiare bacche avvelenate, ballare sotto le stelle, fare le ombre cinesi, vomitare le bacche avvelenate, rompere i vetri della villa degli Amos, cadere in tentazione proprio davanti alla chiesa, dormire nel pollaio, mangiare bacche avvelenate, sventrare le aiuole degli Amos, sentire i cani abbaiare al vento, slegarli e portarli nel pollaio degli Amos, vedere piume volare, galli cantare a gola squarcia, sentire i rintocchi del campanile (hai sempre amato i campanili), arrampicarvicisi, allentare il batacchio e aspettare di vederlo volare, un'ora dopo, nella serra degli Amos, correre a più non posso nei campi di spaventapasseri, evitare i pallettoni della vecchia carabina di Zante Amos, in pigiama stracciato dai cani, pieno di sangue e cacca di cocche e galletti, vederlo inciampare nella staccionata ardente, scottarsi, tagliarsi i piedi con i vetri delle finestre e poi svenire nel parco della vecchia scuola, mentre abbattevamo un vecchio olmo e una vecchia quercia che regolarmente piombavano sul vecchio casotto, dove dormiva la vecchia bidella...
Sono io, Engadira. Allora, ti ricordi di me?
Ho saputo della tua storiaccia: ragazzo, non è possibile! Sai chi me lo ha detto?
Ute, la nuova bidella della scuola, nata con una voglia di quercia nella schiena e la faccia da olmo.
Lei mi ha detto tutto quello che era successo.
Adesso mi sono sposata con Opos, il figlio degli Amos. Ti ricordi Opos?
Quanti pomeriggi sotto il sole, legato alla quercia della vecchia scuola, quante formiche attorno al suo naso, che lacrime, che voce, quante sere passate a fargli mangiare bacche avvelenate, imboccandolo, che attimi di terrore...
Ora ti devo salutare, perché ho mia sorella sul fuoco.
Ti sono vicina.
Engadira"
Talvolta mi capita di rileggerla, mi lascia vagamente perplesso.
Quindi:
YouTube: White Rabbit
"One pill makes you larger
And one pill makes you small
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all
Go ask Alice
When she's ten feet tall
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall
Tell'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call
Call Alice
When she was just small
When men on the chessboard
get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low
Go ask Alice
I think she'll know
When logic and proportion
Have fallen softly dead
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's off with her head
Remember what the doormouse said:
"Feed your Head
Feed your Head!"
( Jefferson Airplane )
Partendo da Nova Levante occorre procedere per la Val d'Ega in direzione del Lago di Carezza e, superato il passo di Costalunga, si discende rapidamente verso la val di Fassa incontrando in successione le località di Pera (di cui ci ha parlato Flor3 nel post precedente) e Pozza.
Si segua quindi la strada in direzione Canazei scorrendo poscia l'ampia valle compresa tra la Marmolada ed il Catinaccio, di cui già v'ho parlato.
Campestrin è una piccola località a mezza valle.
La signora Engadira era da sempre molto gentile con me, dedicava molta attenzione a tutti i bimbi della zona così come sono solite fare le signore d'una certa età prive di nipotini da accudire.
Lo sguardo e i modi dipingevano in realtà una persona serena ma triste.
Ricordo che una volta rovistai in un cassetto della sua cucina e vi trovai una lettera da lei scritta e probabilmente mai inviata che custodisco ancora con cura.
Riportava così:
lettera di Engadira all'amico Zadia
"Caro Zadia,
ti ricordi di me? Sì? No?
Sono Engadira, la tua vecchia vicina di casa.
Ma sì, Engadira, la ragazza che abitava nel fienile e faceva jumping col filo interdentale, quella che si depilava con un castoro con l'otite senza mai prenderlo per le orecchie. Ti ricordi?
Quante sere passate a correre spensierati nei cortili, a guardare la luna nel pozzo, a incendiare le staccionate degli Amos, a bere alla fonte della vita, mangiare bacche avvelenate, ballare sotto le stelle, fare le ombre cinesi, vomitare le bacche avvelenate, rompere i vetri della villa degli Amos, cadere in tentazione proprio davanti alla chiesa, dormire nel pollaio, mangiare bacche avvelenate, sventrare le aiuole degli Amos, sentire i cani abbaiare al vento, slegarli e portarli nel pollaio degli Amos, vedere piume volare, galli cantare a gola squarcia, sentire i rintocchi del campanile (hai sempre amato i campanili), arrampicarvicisi, allentare il batacchio e aspettare di vederlo volare, un'ora dopo, nella serra degli Amos, correre a più non posso nei campi di spaventapasseri, evitare i pallettoni della vecchia carabina di Zante Amos, in pigiama stracciato dai cani, pieno di sangue e cacca di cocche e galletti, vederlo inciampare nella staccionata ardente, scottarsi, tagliarsi i piedi con i vetri delle finestre e poi svenire nel parco della vecchia scuola, mentre abbattevamo un vecchio olmo e una vecchia quercia che regolarmente piombavano sul vecchio casotto, dove dormiva la vecchia bidella...
Sono io, Engadira. Allora, ti ricordi di me?
Ho saputo della tua storiaccia: ragazzo, non è possibile! Sai chi me lo ha detto?
Ute, la nuova bidella della scuola, nata con una voglia di quercia nella schiena e la faccia da olmo.
Lei mi ha detto tutto quello che era successo.
Adesso mi sono sposata con Opos, il figlio degli Amos. Ti ricordi Opos?
Quanti pomeriggi sotto il sole, legato alla quercia della vecchia scuola, quante formiche attorno al suo naso, che lacrime, che voce, quante sere passate a fargli mangiare bacche avvelenate, imboccandolo, che attimi di terrore...
Ora ti devo salutare, perché ho mia sorella sul fuoco.
Ti sono vicina.
Engadira"
Talvolta mi capita di rileggerla, mi lascia vagamente perplesso.
Quindi:
YouTube: White Rabbit
"One pill makes you larger
And one pill makes you small
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all
Go ask Alice
When she's ten feet tall
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall
Tell'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call
Call Alice
When she was just small
When men on the chessboard
get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low
Go ask Alice
I think she'll know
When logic and proportion
Have fallen softly dead
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's off with her head
Remember what the doormouse said:
"Feed your Head
Feed your Head!"
( Jefferson Airplane )


